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Un pioniere delle VHF - UHF - SHF
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| Esperimenti sulla neve. A destra il Prof. Francesco
Vecchiacchi. |
Da molti anni su Radio Rivista e altre pubblicazioni del settore radiantistico
si legge: Vecchiacchi Memorial Day, Contest Vecchiacchi, Convegno Vecchiacchi
,ecc., quindi con il presente articolo tratto dalle relazioni di commemorazione
tenute ai vari convegni V.M.D. degli anni '80 e dal volume "Francesco Vecchiacchi
1902-1955" edito nel 1963 a cura del Rotary Club di Lucca, colgo l'occasione
del centenario della nascita per spiegare chi è stato questo grande scienziato
e cosa ha fatto durante la sua vita.
Francesco Vecchiacchi nasce nel 1902 a Filicaia, un paesino dell'alta Garfagnana(ora in provincia di Lucca),
fino da giovanissimo influenzato dallo zio materno Ingegner Muzio Pellegrineschi
si appassionò alle nuove tecniche, tanto che mentre frequentava la facoltà di
fisica matematica presso l'università di Pisa (avendo fra gli altri come
compagno Enrico Fermi), durante le vacanze estive costruì da solo un apparecchio
radio ricevente. Era il 1923, la radio in Italia alle sue prime esperienze,
in certi paesini di campagna (e non solo), ove avevano cominciato a funzionare
apparecchi riceventi c'era gente che faceva chilometri per andare ad ascoltare
le prime trasmissioni. Nel 1925, a ventitre anni, si laureò in fisica
matematica all'Università di Pisa con 110 e lode diventando subito assistente
per circa due anni di Luigi Puccianti. Nel 1927 da Pisa si trasferì a Livorno
quale docente dell'Istituto Elettrotecnico Radiotelegrafico della Marina
presso l'Accademia Navale fondato dallo scienziato Giancarlo Vallauri,
considerato dai giovani elettrotecnici e radiotecnici d'Italia come la
più alta e qualificata autorità di quella nuova scienza. Il Professor Vallauri
prima di insegnare a Livorno era stato docente al Politecnico di Torino,
alla scuola di Ingegneria di Napoli e di Pisa, costruì e diresse la grande
stazione radio transoceanica di Coltano(PI), fondò e fu direttore per molti
anni la rivista "Alta Frequenza", a lui si devono alcune importanti invenzioni
nel campo radioelettrico. Egli prese a benvolere il giovane Vecchiacchi
che passò quegli anni a studiare, ricercare, approfondire, preferendo apprendere
accanto ad un grande maestro piuttosto che dedicarsi alle attività pratiche
e remunerative favorito in questo dalle eccellenti condizioni finanziarie
della famiglia. E' questo un periodo nel quale il giovane fisico pubblica
saggi su riviste specializzate (Elettrotecnica) e su volumi del Comitato
Nazionale delle Ricerche che gli valgono premi e medaglie dall'Associazione
Elettrotecnica Italiana. Nel 1930 a ventotto anni ottiene la libera docenza.
Due anni dopo le improvvise mutate condizioni economiche della famiglia lo
costringono però ad un brusco cambiamento di rotta nella sua vita. In
un pomeriggio caldo e afoso del luglio 1932 Francesco Vecchiacchi con aria
spaesata si presentò ai cancelli dello stabilimento " Magneti Marelli" a
Sesto S.Giovanni (MI). Alla guardia disse che aveva da consegnare una lettera
personale al Direttore Generale dello stabilimento, il Conte Bruno Quintavalle.
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| Installazione del ponte radio Milano - M.te Cimone.
A destra il Prof. Vecchiacchi. |
Erano gli anni della grande depressione economica e non passava giorno che
ai cancelli si presentassero giovani laureati come lui dimessamente vestiti,umili
nell'aspetto,in cerca di un qualsiasi impiego. La guardia lo squadrò dall'alto
in basso pensando fra se: "eccone un altro", avrebbe voluto dirgli che non
si facesse illusioni, quella settimana era il quarto che inutilmente si
presentava, che lo stabilimento era saturo di tecnici e di impiegati; comunque
dopo una lunga attesa si decise a mettere la lettera su un vassoio di metallo
e ricomponendosi in tutta la persona a consegnarla al direttore il quale
dopo neppure due minuti ordinò: "fate passare quel signore". Il Conte
Quintavalle aveva letto tutto di un fiato la lettera dell'amico Vallauri
il quale si diceva felicissimo di cedere il suo migliore collaboratore che alle dipendenze
della Magneti Marelli avrebbe dato un grande impulso alla nascente elettronica
Italiana. Lo assunse subito e grande fu la sorpresa degli usceri e impiegati
nel vedere il Direttore Generale che accompagnava quel signore verso
la porta dell'ascensore e lo salutava con una calorosissima stretta di
mano.
Il laboratorio Centrale Radio dello stabilimento Magneti Marelli (intitolato
a Francesco Vecchiacchi dopo la sua morte), iniziò la costruzione della
prima campata del ponte radio a onde corte Milano-Monte Cimone nell'Appennino
Tosco Emiliano; Francesco Vecchiacchi, in qualità di ideatore e direttore
dei lavori, era contemporaneamente impegnato nella progettazione ed esecuzione
della prima stazione trasmittente televisiva della Magneti Marelli costruita
e istallata alla torre del parco di Milano durante la fiera campionaria
del 1939. Allo stesso tempo vinse il concorso di Professore straordinario
per la cattedra di Comunicazioni Elettriche del Politecnico di Milano dove
assunse anche l'incarico per l'insegnamento di Radiotecnica, divenne poi
ordinario di Comunicazioni Elettriche e successivamente Direttore dei corsi
di Perfezionamento in Radiotecnica e di Perfezionamento in Comunicazione
su filo.
Nel campo dei ponti radio l'Italia ha in quegli anni un indiscusso primato:
grazie a Vecchiacchi la tratta del ponte radio viene prolungata con un
ulteriore salto al Terminillo e quindi a Roma. Grazie a queste referenze
la Marelli lo invia a visitare l'esposizione Internazionale di New York.
Preceduto dalla fama delle sue realizzazioni è invitato a visitare stabilimenti
elettronici e la nascente televisione; nei due mesi di permanenza si rende
perfettamente conto della immensa ricchezza di mezzi che quel governo stanzia
per mettere in condizione gli scienziati di procedere più speditamente
nelle loro realizzazioni. Tornato in patria alla vigilia del conflitto
mondiale pensò di costruire un apparecchio di radiolocalizzazione, del
tutto ignaro che gli anglo/americani fossero molto avanti in questo campo,
ma il regime, pensando ad una breve guerra, ritenne che non
fosse più necessario dedicarsi alle ricerche. Solo la Marelli, come sempre
lieta di assecondare le iniziative pionieristiche del suo Consulente Tecnico,
gli mise a disposizione quanto aveva al fine di giungere alla messa in
opera del radio-localizzatore che Vecchiacchi chiamò "Lince", un cugino stretto del radar.
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| Premiazione Contest Vecchiacchi Memorial Day - a
sinistra la Sig. ra Rita Vecchiacchi, sorella di Francesco, riceve il diploma commemorativo. |
La guerra "rapida" però divenne lunga e così fra bombardamenti, scarsezza
di materie prime e rifornimenti, l'apparecchio venne montato solo su alcune
navi nel porto di Taranto e uno fisso all'Accademia Navale di Livorno, quando non
era più di nessuna utilità bellica dimostrando comunque di funzionare rilevando
aerei in arrivo da grande distanza per le ultime incursioni belliche verso il
suolo Italiano. Nel primo dopoguerra Francesco Vecchiacchi rimette in piena
efficienza il ponte Milano - Roma ampliandolo e migliorandolo tanto da far "passare" sette
comunicazioni telefoniche simultanee, nel 1952 attiva il primo collegamento sperimentale
a larga banda in Italia fra Triverio (BI) e Milano per la trasmissione televisiva
e un collegamento microonde fra Torino - Triverio - Milano - Monte Penice - Monte Venda
per collegare fra loro studi e trasmettitori televisivi della valle padana. Gli
anni successivi vedono un fiorire di ponti radio sui monti italiani, sempre più sofisticati
e in grado di convogliare anche 480 canali telefonici, ma mentre Vecchiacchi
sta completando il grandioso ponte radio Milano-Palermo con venti salti successivi
e in grado di portare il programma televisivo ripreso in qualsiasi punto della
penisola a tutti i trasmettitori nazionali e alla rete europea, si manifestano
le prime avvisaglie del brutto male che nell'autunno del 1955 lo porterà alla
morte senza poter rivedere la sua Garfagnana, le amate vette Appenniniche e delle
Alpi Apuane di cui era un appassionato e profondo conoscitore (tanto che in uno
di questi monti, diversi anni fa, il Club Alpino Italiano di Lucca gli ha intitolato
una "via ferrata").
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| Contest Vecchiacchi Memorial Day - Rino Lencioni
I5MMC opera la stazione commemorativa
in /P. |
VECCHIACCHI e i Radioamatori
Nel 1965 decennale della morte, il fratello Luigi Vecchiacchi (proprietario
di una ditta costruttrice e istallatrice di tralicci e altre apparecchiature
per ponti radio) contatta i responsabili della costituenda sezione ARI di Lucca:
ha infatti organizzato a Castelnuovo Garfagnana manifestazioni per ricordare
Francesco con la presenza di autorità ai più alti livelli: politici e scienziati,
con una trasmissione RAI chiamata "Ponte Radio" in diretta dalla Garfagnana
e in collegamento con tutte le sedi TV italiane. Viene così dato il via al
primo V.M.D. (Vecchiacchi Memorial Day), il Ministero PT rilascia alla sezione
il nominativo "I1VMD" che, operata dai soci da monte Argegna in alta Garfagnana durante il
contest IARU di settembre, contribuisce a diffondere il nome dello scienziato.
I vincitori del VMD sono i vincitori del contest a livello europeo e vengono premiati con
una cerimonia dalla famiglia Vecchiacchi. Dopo poco tempo il VMD si
evolve: viene organizzato un contest apposito che prima trova collocazione
nel primo week end di ottobre assieme allo IARU UHF-SHF, poi come contest principale
del mese di dicembre. Nello spirito pionieristico e di sperimentazione è stato
il primo contest italiano in SSB(quando il sistema usato fino ad allora era
l'AM), il primo in Italia a provare la categoria singolo/multi operatore, quella
del packet radio e altro. Negli anni '80/'90 si sono svolte diverse edizioni del
convegno biennale "Vecchiacchi" che è stato oltre al momento di premiazione
dei vincitori del contest, anche nobilitato da relazioni interessantissime
e all'avanguardia della tecnica nei campi delle VHF e frequenze superiori tenute da esperti radioamatori
e scienziati fra i quali ricordo I8CVS Domenico, I5TDJ Piero, I0PSK Sante,
I4SN Marino, I4BER Goliardo, I2SG Gianfranco e altri fra i quali i presidenti
nazionali A.R.I. del periodo I8KRV Rosario e I1BYH Alessio, richiamando moltissimi partecipanti
da tutta Italia.
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| 1965: Manifestazione commemorativa "Contest Vecchiacchi
Memorial Day " In primo piano la vettura del fratello Luigi Vecchiacchi
e a dx il furgone della
stazione radio speciale I1VMD.
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Capitolo a parte merita la stazione speciale I5VMD che ha sempre operato
dall'alta Garfagnana in provincia di Lucca: prima da Monte Argegna, poi da
passo Pradarena infine da passo delle Radici. Essa è sempre stata attivata dai soci della sezione ARI di Lucca che
nel corso degli anni si sono alternati ai suoi microfoni, ma quasi sempre
presenti e animatori infaticabili di molte edizioni, ricordo I5MMC Rino e I5TEO
Matteo, praticamente mai mancati all'appuntamento anche fra le più avverse
condizioni meteorologiche. Tutto questo anche per i rapporti fra i radioamatori
lucchesi e la famiglia dello scienziato (in particolare dei fratelli Luigi
e Rita) che nel corso degli anni si sono fatti più stretti e personali
anche al di là delle commemorazioni tanto che da tempo la sezione ARI
di Lucca è intitolata ai Fratelli Vecchiacchi.
Come si è potuto vedere questo grande personaggio ha inventato cose che attualmente utilizziamo
a scopi radioamatoriali e nella vita di tutti
i giorni, egli non è molto conosciuto anche a causa del suo carattere
mite e riservato che lo portava più alla sperimentazione e alla ricerca
di laboratorio piuttosto che alle relazioni pubbliche come alcuni suoi
colleghi oggi ben più famosi e quindi più spesso
ricordati. Fra i pochi che continuano a ricordarlo, la sezione A.R.I.
di Lucca che nel primo week end di dicembre organizza il V.M.D.
(Vecchiacchi Memorial Day) durante il quale viene attivata la stazione speciale I5VMD,
OM italiani e stranieri concorrono nel contest omonimo per celebrare il nome di Francesco
Vecchiacchi che anche io, con queste poche righe, spero di aver contribuito
a far conoscere.
IK5AMB Iacopo Lencioni
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